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Indice

1 INTRODUZIONE 7 

2 PROGETTAZIONE DI SCHERMATURE 8
   
2.1 PREMESSA 8
    2.2 SCHERMATURE PER INSTALLAZIONI CON SORGENTI X E GAMMA SINO A 10 MEV 8
        2.2.1 Dati relativi al progetto - Analisi del sito e dell’impianto 8
        2.2.2 Calcolo spessore della barriera primaria 9
        2.2.3 Calcolo spessore della barriera secondaria 10
            2.2.3.1 Radiazione di fuga 10

  

 

<-- In formato A4 
       (270 pagine)

 


            2.2.3.2 Radiazione diffusa 11
            2.2.3.3 Spessore barriera secondaria 12
            2.2.3.4 Coefficiente d’attenuazione 12
            2.2.3.5 Strato Emivalente (SEV o HVL) 12
            2.2.3.6 Strato Decivalente (SDV o TVL) 13
        2.2.4 Spessori da aggiungere 14
        2.2.5 Barriere per apparecchi con kVp > 500 kV 14
    2.3 SCHERMI PER LOCALI CON PIÙ SORGENTI 14
    2.4 TABELLE DI CONVERSIONE TRA IL PB ED ALTRI MATERIALI DA COSTRUZIONE 15
    2.5 METODO DI CALCOLO DELL’EQUIVALENZA IN CLS DI BARRIERE NON OMOGENEE 18

 

3 RADIOPROTEZIONE 19
    3.1 PREMESSA 19
    3.2 ESERCENTE 19
    3.3 CLASSIFICAZIONE DELLE ZONE IN PRESENZA DI SOLO IRRAGGIAMENTO ESTERNO 19
        3.3.1 Premessa 19
        3.3.2 Descrizione del metodo utilizzato 20
            3.3.2.1 Procedura 20
    3.4 SOPRALLUOGHI DI RADIOPROTEZIONE 22
        3.4.1 Livelli di attenzione 22

 

4 DOSIMETRIA PERSONALE 24
    4.1 GENERALITÀ 24
    4.2 LIMITI DI DOSE 24
    4.3 CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE 25
        4.3.1 Lavoratori esposti a solo irraggiamento esterno 25
        4.3.2 Classificazione del personale esposto a solo irraggiamento interno 27
        4.3.3 Classificazione del personale esposto sia ad irraggiamento esterno sia interno 27
    4.4 SORVEGLIANZA DOSIMETRICA 27
    4.5 GESTIONE DELLE SCHEDE PERSONALI DOSIMETRICHE 28
        4.5.1 Premessa 28
        4.5.2 Caratteristiche generali 28
            4.5.2.1 Livelli di registrazione, indagine ed intervento 30
            4.5.2.2 Esposizioni accidentali, d’emergenza soggette ad autorizzazione speciale 30
            4.5.2.3 Superamento dei limiti previsti dalla legislazione vigente e sorveglianza medica eccezionale 30
            4.5.2.4 Servizio di dosimetria personale 31
            4.5.2.5 Datori di lavoro 31
            4.5.2.6 Medico autorizzato e medico competente 32
            4.5.2.7 Esperto qualificato 32
            4.5.2.8 Lavoratori 32
            4.5.2.8.1 Dati Anagrafici 32
            4.5.2.8.2 Dati occupazionali 33
            4.5.2.8.3 Dati relativi ad esposizioni contemporanee presso altri datori di lavoro 33
            4.5.2.8.4 Dati relativi ad esposizioni presso precedenti datori di lavoro 33
            4.5.2.8.5 Dati relativi ad esposizioni presso l’attuale datore di lavoro 33
            4.5.2.9 Comunicazioni periodiche al medico addetto alla sorveglianza medica 34
            4.5.2.10 Stampe 35
4.6 VALUTAZIONE DELLA DOSE EQUIVALENTE DA CONTAMINAZIONE ESTERNA 35
    4.6.1 Misura della contaminazione esterna 35
    4.6.2 Valutazione della dose equivalente da contaminazione esterna 36
    4.6.3 Livelli di riferimento per lavoratori soggetti a contaminazione esterna 36
    4.6.4 Valutazione della dose efficace impegnata da contaminazione interna 36
    4.6.4.1 Misura della contaminazione interna 36
        4.6.4.2 Valutazione della dose efficace da contaminazione interna 37
dove: 37
    4.7 LIBRETTO PERSONALE DI RADIOPROTEZIONE 38
        4.7.1.1.1 Dati Anagrafici del lavoratore esterno 38
        4.7.1.1.2 Dati relativi al Libretto Personale di Radioprotezione 38
        4.7.1.1.3 Dati occupazionali 39
        4.7.1.1.4 Dati dosimetrici relativi al datore di lavoro 39
        4.7.1.1.5 Dati dosimetrici relativi all’attività esterna svolta per conto del datore di lavoro 39

5 CONTROLLI DI QUALITA’ 40

    5.1 DEFINIZIONI 40
        5.1.1 Controllo di qualità 40
        5.1.2 Prove di accettazione e di collaudo 40
        5.1.3 Prove di verifica o di stato 40
        5.1.4 Prove mantenimento o di costanza 41
        5.1.5 Criteri minimi di accettabilità 41
        5.1.6 Valore di riferimento e tolleranza 41
        5.1.7 Precisione (o ripetibilità) 41
        5.1.8 Accuratezza (o esattezza) 42
    5.2 PROTOCOLLI DEI CONTROLLI DI QUALITÀ IN RADIOLOGIA 42
        5.2.1 Radiografici fissi e mobili 42
        5.2.1.1 Radiazione di fuga nello stato di emissione 43
        5.2.1.2 Radiazioni non volute o eccessive (controlli ed indicazioni di funzionamento) 44
        5.2.1.3 Distanza fuoco ricettore d’immagine (accuratezza) 44
        5.2.1.4 Perpendicolarità del fascio X sul ricettore d’immagine 45
        5.2.1.5 Corrispondenza tra centro del campo di radiazione X e centro del ricettore d’immagine 46
        5.2.1.6 Corrispondenza tra centro del campo di radiazione X e centro della croce dell’indicatore  

                            luminoso di campo 46
        5.2.1.7 Precisione d’indicazione con un campo luminoso (allineamento luce – campo RX) 47
        5.2.1.8 Corrispondenza campo RX – superficie formazione immagine 48
        5.2.1.9 Minima apertura del sistema di limitazioni del fascio X 50
        5.2.1.10 Macchia focale: dimensioni e risoluzione 50
        5.2.1.11 Griglia 52
        5.2.1.12 Esposimetro automatico (AEC) 53
        5.2.1.13 Soglia di discriminazione del contrasto 53
        5.2.1.14 Qualità della radiazione (Strato Emivalente e Filtrazione Totale) 53
        5.2.1.15 Alta tensione: precisione, accuratezza e variazione rispetto al variare della corrente 54
        5.2.1.16 Forma d’onda della tensione al tubo 56
        5.2.1.17 Tempo di applicazione del carico: accuratezza 56
        5.2.1.18 Segnale emergente dal tubo: intensità, precisione e linearità 56
        5.2.2 Sistemi radiografici con intensificatore d’immagine e catena televisiva 58
  5.2.3 Tomografia convenzionale (Stratigrafia) 62
  5.2.4 Radiografici dentali endorali 64
  5.2.5 Radiografici dentali panoramici e cefalometrici 71
  5.2.6 Mammografi 80
  5.2.7 Sistemi a tomografia computerizzata 96
   5.2.8 Sistemi per angiografia sottrattiva 102
   5.2.9 Apparecchi di Radiografia Digitale (Computed radiography) 106
        5.2.9.1 Tolleranze sulle frequenze di controllo 107
        5.2.9.2 DEFINIZIONI 107
        5.2.9.3 Prove di accettazione o di collaudo 107
        5.2.9.4 Prove di verifica o di stato 107
        5.2.9.5 Prove mantenimento o di costanza 107
        5.2.9.6 Valore di riferimento 108
        5.2.9.7 Procedure operative 108
        5.2.9.8 Azioni correttive da intraprendere 108
        5.2.9.9 Registrazione dei dati 108
        5.2.9.10 norme transitorie 109
        5.2.9.11 Parametri da sottoporre a controllo 109
        5.2.9.11.1 Calibrazione della laser printer 109
        5.2.9.11.2 Riferimento 109
        5.2.9.11.3 Strumentazione 109
        5.2.9.11.4 Procedura 109
        5.2.9.11.5 Valutazione dei dati 109
        5.2.9.11.6 Criteri da applicare 110
        5.2.9.11.7 Controllo e periodicità 110
        5.2.9.12 Calibrazione dei monitor delle workstation e stampa delle immagini 110
        5.2.9.12.1 Riferimento 110
        5.2.9.12.2 Strumentazione 110
        5.2.9.12.3 Procedura 110
        5.2.9.12.4 Valutazione dei dati 111
        5.2.9.12.5 Criteri da applicare 111
        5.2.9.12.6 Controllo e periodicità 111
        5.2.9.13 Correnti di buio 111
        5.2.9.13.1 Riferimento 111
        5.2.9.13.2 Strumentazione 112
        5.2.9.13.3 Procedura 112
        5.2.9.13.4 Valutazione dei dati 112
        5.2.9.13.5 Criteri da applicare 112
        5.2.9.13.6 Controllo e periodicità 112
        5.2.9.14 Linearità 112
        5.2.9.14.1 Riferimento 112
        5.2.9.14.2 Strumentazione 112
        5.2.9.14.3 Procedura 113
        5.2.9.14.4 Valutazione dei dati 113
        5.2.9.14.5 Criteri da applicare 113
        5.2.9.14.6 Controllo e periodicità 113
        5.2.9.15 Uniformità di densità 113
        5.2.9.15.1 Riferimento 114
        5.2.9.15.2 Strumentazione 114
        5.2.9.15.3 Procedura 114
        5.2.9.15.4 Valutazione dei dati 114
        5.2.9.15.5 Criteri da applicare 114
        5.2.9.15.6 Controllo e periodicità 114
        5.2.9.16 Analisi degli artefatti 115
        5.2.9.16.1 Riferimento 115
        5.2.9.16.2 Strumentazione 115
        5.2.9.16.3 Procedura 115
        5.2.9.16.4 Valutazione dei dati 115
        5.2.9.16.5 Criteri da applicare 115
        5.2.9.16.6 Controllo e periodicità 116
        5.2.9.16.7 Funzionalità del raggio laser 116
        5.2.9.16.8 Riferimento 116
        5.2.9.16.9 Strumentazione 116
        5.2.9.16.10 Procedura 116
        5.2.9.16.11 Valutazione dei dati 116
        5.2.9.16.12 Criteri da applicare 116
        5.2.9.16.13 Controllo e periodicità 117
        5.2.9.17 Produttività oraria 117
        5.2.9.17.1 Riferimento 117
        5.2.9.17.2 Strumentazione 117
        5.2.9.17.3 Procedura 117
        5.2.9.17.4 Valutazione dei dati 117
        5.2.9.17.5 Criteri da applicare 117
        5.2.9.17.6 Controllo e periodicità 117
        5.2.9.17.7 Risoluzione spaziale 118
        5.2.9.17.8 Riferimento 118
        5.2.9.17.9 Strumentazione 118
        5.2.9.17.10 Procedura 118
        5.2.9.17.11 Valutazione dei dati 119
        5.2.9.17.12 Criteri da applicare 119
        5.2.9.17.13 Controllo e periodicità 119
        5.2.9.17.14 Uniformità di risoluzione 119
        5.2.9.17.15 Riferimento 119
        5.2.9.17.16 Strumentazione 120
        5.2.9.17.17 Procedura 120
        5.2.9.17.18 Valutazione dei dati 120
        5.2.9.17.19 Criteri da applicare 120
        5.2.9.17.20 Controllo e periodicità 120
        5.2.9.18 Sensibilità a basso contrasto 120
        5.2.9.18.1 Riferimento 120
        5.2.9.18.2 Strumentazione 121
        5.2.9.18.3 Procedura 121
        5.2.9.18.4 Valutazione dei dati 121
        5.2.9.18.5 Criteri da applicare 121
        5.2.9.18.6 Controllo e periodicità 121
        5.2.9.19 Precisione di misura di distanze 122
        5.2.9.19.1 Riferimento 122
        5.2.9.19.2 Strumentazione 122
        5.2.9.19.3 Procedura 122
        5.2.9.19.4 Valutazione dei dati 122
        5.2.9.19.5 Criteri da applicare 122
        5.2.9.19.6 Controllo e periodicità 122
        5.2.9.20 Rapporto di formato (conservazione del rapporto di scala nelle due dimensioni) 122
        5.2.9.20.1 Riferimento 122
        5.2.9.20.2 Strumentazione 123
        5.2.9.20.3 Procedura 123
        5.2.9.20.4 Valutazione dei dati 123
        5.2.9.20.5 Criteri da applicare 123
        5.2.9.20.6 Controllo e periodicità 123
        5.2.9.21 Controllo del ciclo di cancellazione 123
        5.2.9.21.1 Riferimento 123
        5.2.9.21.2 Strumentazione 123
        5.2.9.21.3 Procedura 124
        5.2.9.21.4 Valutazione dei dati 124
        5.2.9.21.5 Criteri da applicare 124
        5.2.9.21.6 Controllo e periodicità 124
        5.2.9.22 Algoritmi di rielaborazione delle immagini 124
        5.2.9.22.1 Riferimento 124
        5.2.9.22.2 Strumentazione 124
        5.2.9.22.3 Procedura 125
        5.2.9.22.4 Valutazione dei dati 125
        5.2.9.22.5 criteri da applicare 125
        5.2.9.22.6 Controllo e periodicità 125
        5.2.10 Accessori 125
        

5.3 CONTROLLI DI QUALITÀ IN MEDICINA NUCLEARE 132
        5.3.1 Sistemi in Medicina Nucleare 132
        5.3.2 Calibratore di radioattività 137

5.4 CONTROLLI DI QUALITÀ IN RADIOTERAPIA 140
    5.4.1 Acceleratore 140
    5.4.2 Simulatore 150

6 I LIVELLI DIAGNOSTICI DI RIFERIMENTO: 156

    6.1 1 DEFINIZIONE E SCOPO 156
    6.1.1 FATTORI CHE INFLUENZANO I VALORI DI DOSE IN INGRESSO AL PAZIENTE: 158
    6.2 MISURA DEI LIVELLI DIAGNOSTICI DI RIFERIMENTO: 158
    6.3 LDR IN RADIOLOGIA DIAGNOSTICA - GENERALE: 159
    6.3.1.1.2 Radiografia 160
    6.3.1.1.2.1 Dose superficiale in ingresso per PROIEZIONE SINGOLA 160
    6.4 LDR IN RADIOLOGIA DIAGNOSTICA - MAMMOGRAFIA: 160
    6.4.1 Misure sul paziente, Determinazione dell’ ESAK (Entrance Surface Air Kerma): 160
    6.4.2 Misure con il “fantoccio standard”, determinazione dell’ ESAK 161
    6.5 LDR IN RADIOLOGIA DIAGNOSTICA - PEDIATRIA: 162
    6.5.1.1.1 162
    6.5.1.1.2 Pediatria 162
    6.5.1.1.2.1 Dose superficiale in ingresso per PROIEZIONE SINGOLA 162
    6.6 LDR PER LA TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC): 163
    6.6.1 Indice di dose tomografico calcolato (CTDI). 164
    6.6.2 Quantita' di dose di riferimento. 165
    6.6.3 Metodo di valutazione della dose per verificare l’osservanza con i criteri. 165
    6.6.4 Valutazione della dose effettiva. 166
    6.7 LDR IN MEDICINA NUCLEARE: 167
    6.7.1.1.1 Simbolo 168
    FORMA CHIMICA 168
    INDICAZIONE CLINICA 168
    6.7.2 Tabella 26: Livelli diagnostici di riferimento in medicina nucleare. 169
    6.7.3 PRINCIPALE UTILIZZO DEI LDR: 169

7 GESTIONE DELLE RISORSE 170

    7.1 INFRASTRUTTURALI 170
    7.1.1 Organizzazione dei controlli e prenotazione della strumentazione 170
    7.1.2 Database della strumentazione 170
    7.1.3 Taratura 170
    7.1.3.1 Presso centri riconosciuti 171
    7.1.3.2 Presso il costruttore 171
    7.1.4 Verifiche di buon funzionamento 171

8 GESTIONE RADIOISOTOPI 172

    8.1 SORGENTI NON SIGILLATE 172
    8.1.1 Unità operative in cui si fa uso di sostanze radioattive non sigillate 172
    8.1.1.1 Impiego, quale nulla osta? 172
    8.1.1.2 Autorizzazione all’impiego (art. 13 Legge 1860) 173
    8.1.1.3 Estremi nulla osta/autorizzazioni posseduti 173
    8.1.1.4 Rispetto dei limiti di detenzione 174
    8.1.1.4.1 Attività dovuta ai radiofarmaci 174
    8.1.1.4.2 Attività dovuta ai rifiuti 174
    8.1.1.4.3 Attività dovuta al sistema di scarichi controllati 174
    8.1.1.4.4 Attività complessiva istantaneamente detenuta 175
    8.1.1.5 Rispetto dei limiti di smaltimento 175
    8.1.2 Gestione degli Ordini 175
    8.1.2.1 Identificazione dei radiofarmaci e dei fornitori 175
    8.1.2.2 Ordine radiofarmaci 176
    8.1.2.2.1 Abbonamento 176
    8.1.2.2.2 Ordini fuori abbonamento 176
    8.1.2.2.3 Stampa periodica delle attività acquistate 176
    8.1.2.3 Consegna – Registrazione 176
    8.1.2.4 Denuncia di detenzione 177
    8.1.2.5 Stampa riepilogativa delle attività acquistate/detenute nell’anno 178
    8.1.3 Gestione dei rifiuti 178
    8.1.3.1 Identificazione dei rifiuti 178
    8.1.3.1.1 Rifiuti in fase solida e liquida 179
    8.1.3.1.2 Rifiuti da scarichi (bagni, lavandini, ecc…) 179
    8.1.3.2 Deposito temporaneo dei rifiuti 179
    8.1.3.2.1 Contenitori vuoti in deposito 179
    8.1.3.2.2 Contenitori in riempimento 179
    8.1.3.2.3 Contenitori pieni 179
    8.1.3.2.4 Riepiloghi 180
    8.1.3.3 Smaltimento dei rifiuti (art.30 D.Lgs.230) 180
    8.1.3.3.1 In esenzione 180
    8.1.3.3.2 Con formula di scarico 180
    8.1.3.3.3 Affidamento a ditta autorizzata 180
    8.1.3.3.4 Comunicazioni agli organi competenti e registrazione dei movimenti 180
    8.1.3.4 Caratteristiche ed identificazione dei contenitori 181
    8.1.3.4.1 Attività e concentrazione di ogni singolo contenitore 181

 

9 GESTIONE DELLA DOCUMENTAZIONE 182
    9.1 CODIFICA DELLA DOCUMENTAZIONE 182
    9.2 ACCETTAZIONE INCARICO DI ESPERTO QUALIFICATO 183
    9.3 RELAZIONE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI 183
    9.4 FREQUENZA DELLE VALUTAZIONI 183
    9.5 TRASMISSIONE PROGETTO BARRIERE 184
        9.5.1 Barriere radiodiagnostica 184
        9.5.2 Barriere comparti operatori 184
9.6 PRIMA VERIFICA 184
    9.7 SOPRALLUOGHI PERIODICI 184
    9.8 REPORT CONTROLLI DI QUALITÀ 184
    9.9 DOSIMETRIA PERSONALE 185
        9.9.1 Modulo di apertura attività lavorativa 185
        9.9.2 Modulo di variazione attività lavorativa 185
        9.9.3 Trasmissione dati dosimetrici al medico autorizzato 185
        9.9.4 Trasmissione dati dosimetrici al medico incaricato della sorveglianza medica 18

 

6Tabelle
Tabella 2-1 Fattore d’uso U 9
Tabella 2-2 Fattore di occupazione 9
Tabella 2-3 Radiazione di fuga 11
Tabella 2-4 SEV e SDV (NCRP n°49 - Tab-27) 13
Tabella 2-5 Conversione tra Pb e acciaio, mattoni pieni, mattoni forati e calcestruzzo 16
Tabella 2-6 Conversione tra Pb e cemento baritico e cemento pomice 17
Tabella 2-7 Densità di alcuni materiali da costruzione (NCRP n°49 – Tab.25) 17
Tabella 2-8 Rapporto pieno/vuoto di alcuni materiali da costruzione 18
Tabella 3-1 Limiti di dose per le zone classificate 19
Tabella 3-2 Calcolo dell'estensione delle zone classificate 21
Tabella 4-1 Limiti di dose per i lavoratori e la popolazione 25
Tabella 5-1 Dimensioni macchie focali 48
Tabella 5-2 SEV apparecchi di radiodiagnostica fissi e mobili 51
Tabella 5-3 SEV apparecchi endorali 63
Tabella 5-4 Dimensioni macchie focali 67
Tabella 5-5 SEV ortopantomografi 69
Tabella 5-6 Dimensioni macchie focali 73
Tabella 5-7 Dimensioni macchie focali 84
Tabella 5-8 SEV mammomografi 86
Tabella 7-1 Quale nulla osta (di categoria A o di categoria B?) 170
Tabella 7-2 Estremi dei nulla osta 171
Tabella 7-3 Anagrafica fornitore 172
Tabella 7-4 Anagrafica prodotti 173
Tabella 7-5 Riepilogo annuale materie radioattive 175
Tabella 7-6 Identificazione categorie dei rifiuti 176Figure
Figura 5-1 Perpendicolarità del fascio X sul piano dell’immagine 42
Figura 5-2 Corrispondenza campo luminoso – campo RX 45
Figura 5-3 Collimazione campo RX – superficie formazione immagine 46
Figura 5-4 Posizioni di misura sui negativoscopi 92
Figura 7-1 Modulo per la denuncia delle sostanze radioattive ogni 5 giorni 174

Compreso Aggiornamento  :


1.    LA LEGISLAZIONE SULLA RADIOPROTEZIONE.  1.1.     Prefazione. 
 1.2.    Descrizione della Direttiva 93/47/Euratom. 
 1.3.   
 
Attuazione della Direttiva 93/47/Euratom, il decreto legislativo 187/2000.

2.     l Livelli Diagnostici di Riferimento.  2.1.       Introduzione. 
 2.1.1.   Generalità. 

 2.1.2.   Definizione e scopo. 

 2.1.3.   Compiti delle strutture di radiodiagnostica e di diagnostica medico-nucleare. 

 2.1.4.    Principale utilizzo dei LDR. 

 2.2.      Fattori che influenzano i valori di dose in ingresso al paziente. 

 2.3.      Misura dei livelli diagnostici di riferimento. 

 2.4.      LDR in radiologia diagnostica. 

 2.4.1.   Mammografia. 

 2.4.1.1.            Generalità. 

 2.4.1.2. Misure sul paziente. 

 2.4.1.3. Misure con il “Fantoccio Standard”. 

 2.4.1.4. Valori dei LDR. 

 2.4.2.   Pediatria e Radiologia generale sull’adulto. 

 2.4.2.1. Valori dei LDR. 

 2.5.      LDR per la Tomografia Computerizzata (TC). 

 2.5.1.   Generalità. 

 2.5.2.   Indice di dose tomografico calcolato (CTDI). 

 2.5.3.   Quantita' di dose di riferimento. 

 2.5.4.   Metodo di valutazione della dose per verificare l’osservanza con i criteri. 

 2.5.5.   Valutazione della dose effettiva. 

 2.5.6.   Valori dei LDR. 

 2.6.      LDR in Medicina Nucleare. 

 2.6.1.   Generalità. 
 2.6.2.   Valori dei LDR.

3.     DOSIMETRIA INTERNA. 
 3.1.      Premessa. 
 3.2.      Finalità della Dosimetria Interna. 
 3.3.      Principi di Dosimetria Interna. 
 3.4.      1.4 Procedure di Dosimetria Interna. 
 3.4.1.   Modelli che rappresentano l’intake, il trasferimento e l’escrezione del materiale. 
 3.4.2.   Metodi di monitoraggio individuale. 
   
 
           A) Misure in vivo. 
   
           B) Analisi degli escreti e altri materiali biologici. 
   
           C) Campionamenti dell’aria. 
 3.4.3.   Analisi  spettrometrica. 
 3.4.4.   Valutazione Intake. 
 3.4.5.   Programmi di monitoraggio. 
 3.4.6.   Calcolo della dose. 
 3.4.7.    Incertezza nella stima di intakes e dosi. 
 3.5.       Valutazione della dose efficace da contaminazione interna.  

3.5.1.    Stima dell’introduzione di radionuclidi. 
   
             A) Captazione tiroidea. 
   
             B) Analisi di un campione di urine. 
 3.5.2.   Stima dell’attività introdotta per tipo di radionuclide. 
 3.5.3.   Calcolo della dose efficace. 
 3.5.4.   Livelli di riferimento per lavoratori soggetti a contaminazione interna.

 3.6.      Metodologie statistiche di valutazione dell’intake. 
 3.6.1.   Media aritmetica delle singole stime dell'intake. 
 3.6.2.   Media geometrica dei rapporti. 
 3.6.3.   GMLM (General Maximum Likelihood Method) : Metodo generale di massima
               verosimiglianza con Vi note. 
   
            A) ULSF = Unweighted Least Square Fit : Fit dei minimi quadrati non-pesato. 
   
            B) WLSF = Weighted Least Square Fit: Fit dei minimi quadrati pesato. 
   
              C) Slopes Fit.

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